Il mondo dei trasporti è in fermento, con visioni di città popolate da robotaxi o self-driving car (auto a guida autonoma). Spesso si sente parlare di una rivoluzione imminente, di un cambiamento dirompente che trasformerà la nostra mobilità in pochi anni. Tuttavia, un’analisi più approfondita, basata su studi scientifici e proiezioni di esperti, suggerisce una realtà ben diversa. L’adozione su larga scala della guida autonoma sarà un processo graduale, con tempistiche molto più lunghe di quanto spesso si immagini.

Quando si parla di automobili le novità tecnologiche impiegano sempre un po’ di tempo per essere implementate e in questo articolo spieghiamo il perché e ipotizziamo, in base agli studi analizzati, una possibile roadmap per la guida autonoma.

 

Il Sogno e la Realtà: Perché l’Hype della guida autonoma non Corrisponde alla realtà

 

L’idea e il sogno di realizzare una tecnologia che avrebbe rivoluzionato in modo dirompente un settore come quello della mobilità ha catturato l’immaginazione collettiva e ha spinto investimenti di diversi miliardi di dollari verso la guida autonoma. Aziende come Google (attraverso il suo progetto “Google self-driving car” lanciato nel 2009) avevano una visione di veicoli completamente autonomi entro il 2020. Altro gigante tech, Apple con il suo “Project Titan” avviato nel 2014, prevedeva di immettere i suoi veicoli sul mercato tra il 2023 e il 2025. Uber, in collaborazione con Volvo, aveva in programma test nel 2020.

Nonostante le proiezioni ottimistiche, la realtà sta mostrando delle battute d’arresto. L’implementazione su larga scala sembrerebbe, infatti, più lenta del previsto. Già nel 2018, John Krafcik, CEO di Waymo, affermò che la tecnologia autonoma non sarebbe mai stata in grado di operare in tutte le condizioni possibili senza un’interazione umana. Incidenti, come quello fatale che ha coinvolto un veicolo Uber ATG nel 2018, hanno evidenziato la complessità e i rischi intrinseci della tecnologia, portando alla sospensione del progetto da parte di Uber.

 

La Lenta Rivoluzione Automobilistica: Lezioni dal Passato

 

Sembra quasi un classico dell’automotive. Le nuove tecnologie impiegano anni se non decenni a essere implementate sull’auto. E c’è una ragione precisa o meglio un mix di concause: le auto sono beni costosi, durevoli e altamente regolamentati.

Un esempio? Il cambio automatico, inventato nel 1930 da Elio Trenta, diventato popolare negli USA negli anni 50 mentre in Europa pur non riscuotendo grandi successi ha iniziato a essere popolare negli ultimi decenni.

E i veicoli elettrici? Sono stati sviluppati a fine del 1800 e nel 2000 rappresentavano l’1%. La cintura di sicurezza è stata inventata nel 1959 dall’ingegnere della Volvo Nils Bohlin e la cui obbligatorietà è arrivata in Italia solo nel 1988.

 

Proiezioni e Scenari: Una Roadmap con Molte Incognite

 

E ora veniamo alle proiezioni di scenari futuri. Malgrado il fatto che nessuno è in grado di prevedere il futuro ci siamo divertiti a leggere le analisi del World Economic Forum (WEF), McKinsey e del Victoria Transport Policy Institute e a delineare una sorta di Roadmap.

Però prima occorre spiegare i 6 livelli SAE, che abbiamo già approfondito nel precedente articolo “I 5 Livelli delle auto a guida autonoma ” :

  • Livello 0 – Nessuna automazione: il conducente fa tutto, al massimo ci sono avvisi o sistemi di intervento.

  • Livello 1 – Assistenza alla guida: l’auto può aiutare in una singola funzione (es. sterzo o accelerazione), ma il guidatore controlla tutto il resto.

  • Livello 2 – Automazione parziale: l’auto gestisce insieme sterzo e accelerazione, ma il guidatore deve monitorare e intervenire sempre.

  • Livello 3 – Automazione condizionata: l’auto guida da sola in alcune situazioni, ma chiede al guidatore di subentrare quando necessario.

  • Livello 4 – Alta automazione: l’auto può guidare da sola in scenari specifici senza bisogno del guidatore, che non deve intervenire.

  • Livello 5 – Automazione completa: l’auto si guida da sola in ogni condizione, senza alcun ruolo per il conducente umano.

 

 

  • Diffusione dei Livelli di Automazione:

Il World Economic Forum (WEF) prevede che entro il 2035, solo il 4% delle nuove auto sarà dotato di funzionalità di Livello 4 (alta automazione, ma solo in condizioni specifiche). I livelli di automazione 2 (parziale, con conducente sempre vigile) o 2+ (conducente vigile ma senza mani sul volante) saranno quelli dominanti. Paesi come la Cina potrebbero adottare più rapidamente i veicoli L2+ e L3/L4, spinti dalla domanda dei consumatori.

 

  • McKinsey Center for Future Mobility

McKinsey ha delineato tre scenari per le vendite di nuove autovetture passeggeri con funzioni di guida autonoma di Livello 3 o superiore (L3+):

    • Scenario Ritardato: Solo il 4% nel 2030, che salirà al 17% nel 2035.
    • Scenario Base: Il 12% nel 2030, raggiungendo il 37% nel 2035.
    • Scenario Accelerato: Il 20% nel 2030, arrivando al 57% nel 2035.

 

  • Proiezioni a Lungo Termine:

Secondo Victoria Transport Policy Institute , per una diffusione più ampia, le tempistiche si allungano ulteriormente. Si prevede che non prima del 2045 la metà dei nuovi veicoli sarà autonoma, e che solo verso il 2060 la metà dell’intera flotta veicolare raggiungerà l’autonomia.

    • Le prime fasi (2020s) sono dedicate allo sviluppo e ai test.
    • Negli anni 2030, i veicoli autonomi, seppur disponibili, avranno un premio di prezzo elevato, con una penetrazione nelle nuove vendite del 2-5%, nell’intera flotta dell’1-2% e nei viaggi totali dell’1-4%.
    • Gli anni 2040 vedranno una disponibilità con un premio di prezzo moderato, con vendite che potrebbero arrivare al 20-40%, la flotta al 10-20% e i viaggi al 10-30%.
    • Verso il 2050, con un premio di prezzo minimo, le vendite potrebbero raggiungere il 40-60%, la flotta il 20-40% e i viaggi il 30-50%.
    • Solo negli anni 2060 la guida autonoma potrebbe diventare una funzionalità standard sulla maggior parte dei nuovi veicoli, con vendite all’80-100%, la flotta al 40-60% e i viaggi al 50-80%.
    • La piena autonomia di Livello 5 potrebbe rimanere un obiettivo irrealizzabile per decenni.

 

La carta della mobilità condivisa

 

Secondo il WEF la mobilità condivisa giocherà un ruolo importante. Stima che entro il 2035 i robotaxi saranno diffusi in 40-80 città a livello globale, principalmente in Cina e negli Stati Uniti. L’Europa, invece, manterrà un approccio più cauto fino al 2030, privilegiando i “robotshuttle” per il trasporto pubblico. Negli Stati Uniti, il trasporto merci autonomo potrebbe decollare più rapidamente, con il 30% delle vendite di nuovi camion per consegne che entro il 2035 includeranno un alto livello di automazione.

Ostacoli sul Percorso

 

La strada verso la guida autonoma è costellata di sfide. Le leggi e i regolamenti sono in ritardo rispetto allo sviluppo tecnologico. La sicurezza informatica e il rischio di attacchi hacker rappresentano una seria preoccupazione. Le città attuali non sono progettate per la coesistenza di veicoli autonomi e umani. Infine, c’è la questione dell’accettazione pubblica: molti utenti sono diffidenti, preoccupati per la sicurezza personale e la perdita di controllo. Ad esempio, un sondaggio Intel/AAA del 2017 ha rivelato che il 75% degli americani ha paura di viaggiare su veicoli senza conducente.

 

 

Nota: Le proiezioni di McKinsey per le vendite di auto passeggeri con funzioni L3+ sono del 4-20% nel 2030 e del 17-57% nel 2035, a seconda dello scenario (ritardato, base, accelerato).

In definitiva, la guida autonoma è una tecnologia trasformativa, ma la sua integrazione nella vita quotidiana sarà una maratona, non uno sprint, richiedendo tempo, investimenti e soluzioni a molteplici sfide.

 

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