Il Primo Semestre 2026 del Noleggio Auto chiude con un segnale di estrema vitalità per l’intera industria automotive italiana. Secondo le ultime analisi condotte da ANIASA e Dataforce, il settore ha consolidato una posizione ormai strutturale, conquistando una quota del 33,37% sulle immatricolazioni nazionali nei primi sei mesi dell’anno. Questo dato segna una crescita significativa di quasi 4 punti percentuali rispetto alla chiusura del 2025, quando la quota si era attestata al 29,6%.

Il mercato viaggia a due velocità distinte, mostrando una dinamica profondamente diversa tra i canali a breve e lungo termine. Nel secondo trimestre (aprile-giugno), il settore ha immesso su strada ben 165.804 veicoli. Si tratta di una crescita moderata del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, trainata quasi esclusivamente dalle performance eccezionali dello short term.

 

 

 

Noleggio a Lungo Termine (NLT): una flessione “ottica” dovuta al boom 2025

 

Il comparto del noleggio a lungo termine (NLT) ha registrato nel primo semestre 2026 una flessione del 4,0%, con 9615 immatricolazioni in meno rispetto al 2025. Tuttavia, gli analisti invitano a non leggere questo dato in modo negativo. Nel 2025, infatti, il settore aveva vissuto un picco straordinario grazie alle società captive e alle forniture legate alla gara Consip, che avevano gonfiato i volumi oltre la normale stagionalità.

Se confrontiamo i dati con un anno più “ordinario” come il 2024, il NLT del 2026 appare solido: con 230.000 immatricolazioni di autovetture nel semestre, il comparto segna un attivo di 10.000 unità rispetto a due anni fa. Un segnale estremamente positivo arriva dai top brand generalisti, che crescono del 10%, compensando parzialmente il calo del 13% degli operatori captive.

 

Noleggio a Breve Termine: una crescita a doppia cifra

 

Il noleggio a breve termine (NBT) è il vero mattatore di questa prima metà del 2026. Il comparto ha accelerato con una crescita del 23,7% nel secondo trimestre aggiungendo oltre 10.000 targhe rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Complessivamente, nel primo semestre, lo short rent è cresciuto del 37,53% con 31.000 unità in più rispetto al 2025.

Questa spinta non riguarda solo le auto passeggeri (+21,8% nel trimestre), ma esplode letteralmente nei veicoli commerciali leggeri (LCV), dove l’incremento delle immatricolazioni tocca un incredibile +54,3%. Il noleggio a breve termine si conferma quindi lo strumento preferito per gestire i picchi stagionali del turismo e le esigenze logistiche urgenti.

 

La riscossa di Ayvens e la classifica degli operatori

 

Il panorama dei player vede cambiamenti storici al vertice. Nel NLT Passenger Cars, Ayvens (nata dalla fusione di ALD e LeasePlan) conquista il primato assoluto con una quota di mercato del 20,7% nel semestre. La sua accelerazione è stata imponente nel secondo trimestre, con quasi 21.000 auto immatricolate e una market share specifica del 28%.

Arval si posiziona al terzo posto della classifica semestrale con il 19,4% di quota, tallonando Leasys, che pur mantenendo volumi alti risente del confronto con i record del 2025 legati a Consip. Volkswagen Leasing consolida la quarta posizione con il 15,4%, mentre Alphabet brilla al quinto posto con una crescita della quota che tocca il 5,2%.

Nel mercato del breve termine, assistiamo a un serrato testa a testa tra i giganti internazionali. Avis Budget Italia guida per un soffio con il 14,1% di quota, seguita da Europcar al 13,0%. Sixt e Hertz mantengono posizioni solide, superando entrambe la soglia del 10% di market share.

 

Privati e Aziende: cambiano le abitudini di consumo

 

Una tendenza ormai consolidata è la crescita del noleggio ai privati. La quota di utilizzatori privati nel lungo termine è salita al 23,5% nel 2026, un balzo notevole rispetto al 16,8% registrato solo due anni prima. Questo dimostra come il concetto di “uso” stia definitivamente superando quello di “proprietà” anche per le famiglie italiane.

Nonostante questa crescita, il mondo Corporate rimane il pilone centrale del business: oltre 3 noleggi su 4 sono ancora destinati a clienti aziendali. Nel canale business, il dominio è nelle mani di un trio consolidato: Arval, Ayvens e Volkswagen Leasing detengono insieme il 57% del mercato.

 

Alimentazioni: l’anno delle Plug-in Hybrid

 

Il 2026 segna il definitivo sorpasso delle tecnologie ibride ricaricabili sulle motorizzazioni tradizionali in flotta. Le Plug-in Hybrid (PHEV) sono l’alimentazione del momento: nel NLT crescono del 55,8% nel trimestre e dell’83,8% nell’intero semestre. Questa tecnologia rappresenta ormai il 18,7% del mercato del lungo termine, insidiando da vicino il diesel.

Il diesel continua la sua inesorabile discesa, perdendo il 17,6% delle immatricolazioni nel NLT, fermandosi a una quota del 23,2%. Le auto elettriche (BEV) rimangono invece stabili al 7,1%, frenate da incertezze sulla fiscalità dei fringe benefit che spingono molte aziende a prolungare i contratti esistenti invece di rinnovare la flotta con modelli full electric.

Nel breve termine, la transizione è ancora più marcata: le auto a benzina dominano con il 50% del mercato, mentre il diesel precipita all’11,5% semestrale, venendo superato sia dalle full hybrid che dalle plug-in.

 

I modelli più amati: Tiguan vs Panda

 

Le classifiche per modello rivelano sorprese interessanti. Nel secondo trimestre 2026, la Volkswagen Tiguan ha conquistato il primo posto come modello più noleggiato nel lungo termine, superando la storica leader Fiat Panda. La piccola di casa Fiat mantiene la testa se consideriamo l’intero semestre con quasi 10.000 unità, ma soffre la concorrenza interna della nuova Grande Panda, che sta riscuotendo un successo immediato nelle flotte aziendali.

Completano la Top 5 del NLT la Peugeot 3008 e la BMW X1. Nel noleggio a breve termine, la vera novità è l’ascesa dei brand asiatici: la BYD Atto 2 conquista il primato semestrale, seguita dalla Peugeot 208 e dai modelli del gruppo MG.

 

Il grido d’allarme di ANIASA: fisco e burocrazia

 

Nonostante i numeri positivi, il Presidente di ANIASA, Italo Folonari, ha espresso forti preoccupazioni per il futuro del settore. Il noleggio, pur essendo il principale motore del ricambio del parco circolante italiano (uno dei più vecchi d’Europa), è oggi bersaglio di misure fiscali penalizzanti.

Folonari punta il dito contro gli interventi sul fringe benefit e sull’IPT, definiti come “ispirati da esigenze di cassa” che aumentano i costi per le imprese e riducono la capacità di investimento nella mobilità sostenibile. Senza una correzione di rotta a livello normativo, il rischio è quello di un rallentamento della transizione ecologica proprio nel comparto che più di tutti la sta sostenendo.

 

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