L’azienda di micromobilità Lime ha ufficialmente fatto il suo debutto a Wall Street, raccogliendo 167 milioni di dollari. La società ha venduto circa 6,7 milioni di azioni al prezzo di 25 dollari ciascuna, posizionandosi esattamente a metà della forchetta di prezzo inizialmente prevista. Le azioni hanno iniziato le contrattazioni sul Nasdaq con il ticker “LIME”, registrando un balzo immediato di circa il 9-10% nelle prime fasi di trading. L’IPO di LIME segna la fine di un percorso durato nove anni come azienda privata, caratterizzato da forti oscillazioni di valutazione e dalle sfide imposte dalla pandemia.
Chi è Lime e come trasforma la mobilità urbana
Fondata nel 2017 a San Francisco come Neutron Holdings, Inc., Lime è oggi il leader globale della micromobilità elettrica condivisa. L’azienda gestisce una vasta flotta di monopattini e biciclette elettriche in oltre 230 città sparse in 29 Paesi. Il suo modello di business mira a rendere gli spostamenti urbani più sostenibili, economici e veloci, offrendo un’alternativa concreta all’uso dell’auto privata.
Il funzionamento del servizio è semplice e intuitivo per l’utente. Attraverso l’app dedicata, i clienti possono localizzare il mezzo più vicino grazie al tracciamento GPS. Per sbloccare il veicolo, basta scansionare un codice QR posizionato sul manubrio. Al termine del tragitto, l’utente parcheggia il mezzo e carica una foto nell’app per dimostrare il corretto posizionamento, garantendo l’ordine negli spazi pubblici.
Dal 2017 a oggi, Lime ha alimentato oltre un miliardo di viaggi in cinque continenti. I suoi utenti hanno percorso più di 480 milioni di chilometri, contribuendo a evitare l’emissione di migliaia di tonnellate di CO₂ e sostituendo circa 60 milioni di spostamenti che altrimenti sarebbero avvenuti in automobile.
I dettagli finanziari dell’IPO di LIME
La quotazione ha fissato la capitalizzazione di mercato di Lime a circa 1,63-1,66 miliardi di dollari. L’operazione è stata considerata strategica per risolvere alcune criticità di bilancio: l’azienda aveva infatti accumulato passività per circa 1 miliardo di dollari, con una parte significativa in scadenza entro la fine dell’anno. Circa 115 milioni di dollari raccolti tramite la quotazione sono destinati proprio al ripagamento del debito.
Nonostante le difficoltà storiche del settore della micromobilità, che ha visto fallimenti eccellenti come quello di Bird, Lime ha dimostrato una resilienza superiore. Negli ultimi tre anni, la società ha mantenuto un flusso di cassa libero positivo, un fattore che il CEO Wayne Ting ha definito cruciale per convincere gli investitori della durabilità del business. Nel 2025, Lime ha registrato ricavi per 886,7 milioni di dollari, segnando una crescita del 29% rispetto all’anno precedente.
Il ruolo di Uber e le prospettive future
Un elemento chiave del successo dell’IPO di LIME è il legame con Uber. Il colosso del ride-hailing possiede il 24% di Lime e ha agito come investitore principale nell’offerta pubblica, acquistando azioni per un valore di 20 milioni di dollari. L’integrazione tecnologica tra le due piattaforme permette agli utenti di prenotare i mezzi Lime direttamente dall’app di Uber, una collaborazione che genera oltre il 14% dei ricavi totali di Lime.
L’accesso ai mercati pubblici permetterà ora all’azienda di investire ulteriormente in tecnologia, software di gestione e intelligenza artificiale per ottimizzare le operazioni città per città. Secondo Ting, essere una società pubblica aumenterà anche la fiducia delle amministrazioni locali, che cercano partner solidi e trasparenti per contratti di lungo periodo. Lime punta sulla longevità dei suoi veicoli, che durano oltre cinque anni e offrono un ritorno sull’investimento iniziale fino a cinque volte superiore ai costi.
