Cosa fare durante la quarantena? – Consigli per gli host

Cosa fare durante la quarantena? Idee e consigli dagli host su come approfittare del periodo di stop per apportare migliorie alla propria attività

Cosa fare durante la quarantena? E’ uno degli interrogativi che un po’ tutti si sono posti, specialmente gli host di Airbnb e in generale  tutto il settore delle case vacanze e della locazione turistica. Il periodo di stop imposto è sicuramente un momento negativo per il settore. Alcuni host, però, hanno deciso di impiegare il proprio tempo in maniera positiva.

Anzichè consultare i consigli che le varie piattaforme offrono agli host, abbiamo raccolto un po’ di informazioni, opinioni e idee che provengono dagli host stessi per vedere come affrontano questo periodo di quarantena.

Le opinioni e le iniziative degli host per lo più sono rivolte al cuore del business e cioè l’ambiente e il comfort delle case che affittano, ma non solo.

 

Pulizia, igienizzazione, sanificazione

L’argomento per eccellenza è la sanificazione. Airbnb aveva già fornito ai suoi host alcuni consigli preziosi. In realtà quello che un po’ tutti aspettano in questo periodo di quarantena sono le direttive governative. Per ora l’unica direttrice comune è quella dell’OMS. La materia risulta piuttosto complessa in quanto deve tener conto di diversi elementi. Deve infatti regolamentare le colazioni, la sanificazione dell’aria e delle superfici, i criteri di distanziamento sociale,  il trattamento delle lenzuola e la gestione di rifiuti.  Airbnb al 28 aprile 2020 ha dichiarato di aver elaborato con l’ex responsabile della salute pubblica statunitense , Dr. Vivek Murthy, un Protocollo di pulizia per gli host. Tra le diverse misure ha già anticipato che  tra un ospite e l’altro deve decorrere un periodo almeno di 24 ore per effettuare tutte le operazioni che eliminano il rischio di infezione.

In attesa di maggiori chiarimenti un po’ tutti gli host discutono su quali prodotti usare e stanno pianificando le azioni future da svolgere.

 

Dipingere le stanze

La prima idea è quella di dare il bianco. Dipingere le stanze e la casa in generale. Di solito per farlo, serve tempo e la casa vuota. La quarantena può essere un periodo perfetto.

Il colore delle pareti è lo sfondo dell’arredamento e da un senso all’ambiente creato. Senza entrare nei dettagli dello studio dei colori, sappiamo però come questi possano influenzare l’umore delle persone. Sappiamo ad esempio che colori vivaci come il rosso e l’arancione sono colori eccitanti e stimolano la conversazione. Colori più neutri come il bianco e il tortora sono rilassanti. Dal punto di vista dell’ impatto visivo sappiamo invece come i colori chiari amplifichino gli spazi e quelli scuri li restringano. Giocando su queste leve uno può creare l’ambiente più adatto al tipo di esperienza che vuole offrire al cliente.

Raccogliendo gli spunti dei vari host, possiamo dire che il primo pensiero è andato alla camera da letto per cui la maggior parte delle discussioni verte su quale tonalità di tortora possa andare bene con un certo tipo di arredamento. Il bianco è un colore che piace a molti perchè dà luminosità e spaziosità, però è anche molto più facile da sporcare e quindi richiede più ritinture nel tempo.

Mobili e piccoli accessori

I mobili sono il secondo argomento più gettonato. Anche in questo caso con pochi accorgimenti si possono ottenere migliorie per il comfort dei propri ospiti. Per cui molti hanno fatto piccole riparazioni. C’è chi ad esempio, ha sostituito le cerniere degli armadi o i pomelli dei cassetti. Chi si è dato alla pittura dei mobili o alla loro decorazione con disegni in stile shabby chic. Chi, invece, ha creato piccoli accessori per il bagno o per la cucina.

La maggior parte si è focalizzata su ciò che è funzionale per il cliente. Come la presenza di un servo muto nella camera o il tappetino nella zona fuochi. Nel caso del servo muto si è creata una piccola discussione, chi sostiene che per quanto sia bello e funzionale, possa invece essere oggetto di rotture coi clienti meno attenti, molti optano per un semplice divano o sedia. Nel caso del tappetino la maggior parte si è orientata su quello in bambù, facile da pulire e bello da vedere.

Bagni e impianti elettrici

In questo caso alcuni host hanno risolto problemi relativi all’impiantistica della casa. Certo grossi lavori non si possono fare durante la quarantena. In particolare si tratta di host che sanno svolgere mansioni da muratore o da idraulico o da elettricista e che avevano il materiale già a loro disposizione. Infatti per la maggiore si tratta di piccole riparazioni.

 

Tecnologia

C’è chi ha pensato alla tecnologia da mettere in casa.  Uno degli argomenti più interessanti è stato l’offerta ai clienti di assistenti vocali.  Pare sia molto apprezzato dagli ospiti, soprattutto se gli viene opportunamente spiegato. Per far presa sul cliente, alcuni lo utilizzano per dare loro il benvenuto con una musichetta di sottofondo e gli chiedono le previsioni meteo per la giornata. Ovviamente, deve essere settato nella lingua dell’ospite.  Il risultato è quello di offrire un supporto all’ospite. Una sorta di maggiordomo virtuale.

Altri host invece stanno studiando di automatizzare il check-in in modo da favorire il distanziamento sociale e di rendere quindi anche l’attività più sicura per l’ospite stesso. Le opinioni sono diverse, ma in molti credono che il cliente possa sentirsi più sicuro e protetto da chi ha questo genere di attenzioni. Esistono diversi metodi, io avevo dedicato un post specifico sull’argomento.

 

Studiare e formarsi

Oltre a effettuare delle migliorie alle proprie case, molti host impiegano il tempo a disposizione della quarantena per riorganizzare il proprio business e l’approccio commerciale al cliente. Molti si dedicano, infatti, a studiare una lingua straniera o a migliorare quelle che già conoscono.  Alcuni studiano come migliorare i propri annunci, la propria visibilità su internet e il tipo di offerta da fornire ai clienti. Se e come collegare esperienze turistiche del luogo alla propria attività. Per molti la parola d’ordine è esperienza. Quello che molti host vogliono fornire non è solo un posto letto ma anche un’esperienza che renda piacevole il soggiorno dei propri ospiti. Da questo punto di vista sono attivi molti webinar dove esperti del settore spiegano come creare un buon marketing per l’attività di home sharing. Ne abbiamo provati un paio e al momento per l’ampiezza e varietà di contenuti ci sono piaciuti molto quelli gratuiti offerti da Rinascitadigitale.

 

Cosa fare durante la quarantena? – Una domanda scomoda ma che può aiutare

 

In questo periodo non è facile essere positivi. Molti host hanno investito tempo e denaro nella loro attività e il periodo di restrizioni arreca danni enormi al settore . Alla domanda “Cosa fare durante la quarantena?” molti rispondono che chiuderanno l’attività e venderanno l’immobile. Le difficoltà sono enormi e ne siamo tutti consapevoli. Ho però voluto soffermarmi sulle iniziative che sono partite dal basso. Quei piccoli propositi che molti host hanno messo in atto con amore per la loro attività. Si tratta anche solo di piccole azioni, ma possono far uscire le persone da quella pessima sensazione di sentirsi inutili e di girare a vuoto.

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