Problema monopattini a Roma. E se la soluzione fosse nella tecnologia?

Ennesima polemica sulla mobilità condivisa. Questa volta è il turno della CNN che evidenzia il “problema monopattini” dedicando un articolo alla mobilità condivisa della città eterna.

Nell’articolo vengono evidenziate alcune problematiche che portano notevoli disagi ai cittadini di Roma:

  • incidenti causati dall’uso dei monopattini
  • parcheggio selvaggio
  • utilizzo irresponsabile dei monopattini
Incidenti

In merito agli incidenti causati dall’uso dei monopattini è doveroso citare i numeri forniti dall’assessore alla mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patane. Negli ultimi 3 anni:

  • 4 persone sono rimaste coinvolte in incidenti mortali mentre erano alla guida dei monopattini
  • 1 incidente grave ogni 3 giorni (fonte: autorità sanitarie locali)

 

Parcheggio selvaggio

Giuliano Frittelli, capo dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, evidenzia il problema del parcheggio selvaggio.  La presenza di decine di monopattini disseminati sui marciapiedi è un ostacolo per qualsiasi pedone, tanto più per un cieco che deve divincolarsi col suo bastone in mezzo a oggetti sconosciuti con forme particolari.

Frittelli sottolinea, poi, come anche la silenziosità dei mezzi sia un problema in quanto non se ne avverte la presenza. A tal proposito l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti propone che i monopattini vengano obbligatoriamente parcheggiati in appositi stalli e che producano un rumore di almeno 30 decibel.

 

Utilizzo irresponsabile

Va sottolineato un aspetto di Roma che la distingue da molte altre metropoli. Il suo centro storico tanto antico, prezioso, affascinante quanto fragile. L’uso irresponsabile dei monopattini può portare danni rilevanti a beni culturali di inestimabile valore. All’inizio di giugno, due americani sono stati multati di circa € 800 per aver lanciato scooter a noleggio lungo la scalinata di Piazza di Spagna, provocando danni tra i € 22000-25000 al fragile marmo. L’incidente è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza e dai passanti che hanno visto uno dei turisti lanciare lo scooter di metallo pesante, catturandone il rumore che si schiantava contro i gradini.

 

Il punto di vista dell’Osservatorio della Sharing Mobility

 

Uno dei problemi che ricorre maggiormente quando si dice “problema monopattini” è quello del parcheggio selvaggio, come anche sottolineato da Frittelli. A tal fine l’Osservatorio della Sharing Mobility ha proposto di prendere spunto dal caso studio di Parigi la quale ha creato una rete capillare di punti di parcheggio, a distanza 100 mt l’uno dall’altro. L’OSM propone di creare apposite parcheggio aree a ridosso degli incroci. Ovvio, per Roma le cose sarebbero leggermente diverse.

 

 

E se la svolta fosse la tecnologia?

 

Un’aspetto che spesso trascuriamo, malgrado sia il più importante, è la conformazione stessa del mezzo in condivisione.  Gianmarco Carnovale è fortemente convinto che la Sharing Mobility sia il futuro delle nostre città e a tal fine è partito con lo studiare e progettare un mezzo che fosse adatto a circolare per le strade della città senza creare ulteriori problemi di traffico.  La sua Scuter lancerà nei prossimi un veicolo monoposto elettrico, omologato ed immatricolato per la circolazione stradale, brevettato e con caratteristiche adatte all’uso urbano.

La mobilità condivisa oltre a essere un settore in crescita è una necessità per la mobilità di moltissime città. Sarebbe inutile nascondere la testa sotto la sabbia e credere che non ci siano delle problematiche, problematiche che per un settore giovani sono fisiologiche. Lo step per evolversi e crescere è quello di migliorare la tecnologia a disposizione per non creare ulteriori problemi alla viabilità. Scuter sarà la risposta?

 

 

 

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