Smart city e sharing economy, storia di una grande amicizia?

Cos’è una smart city? Quali esempi di smart city ci sono nel mondo? La sharing economy che ruolo può avere nelle città intelligenti?

Dare una definizione di Smart City è piuttosto difficile. Se si effettua una ricerca su Google escono fuori centinaia di link.
Per andare sul sicuro riporto la definizione di Smart city su Wikipedia.

 

Una città può essere definita intelligente, o smart city, quando gli investimenti effettuati in infrastrutture di comunicazione, tradizionali (trasporti) e moderne (TIC), riferite al capitale umano e sociale, assicurano uno sviluppo economico sostenibile e un’alta qualità della vita, una gestione sapiente delle risorse naturali, attraverso l’impegno e l’azione partecipativa.

 

C’è un’altra definizione di  Smart City che rubo da un articolo di Robert  Bright comparso sull’Huffington post:

È quel luogo dove le reti urbane — umane e tecnologiche — s’integrano fra loro al fine di ottimizzare convenienza, efficienza e qualità della vita per tutti coloro che ci vivono e lavorano.

 

Il termine Smart City compare nel 2009 a Rio de Janeiro quando nasce il primo piano che impiega l’innovazione tecnologica per migliorare la qualità della vita dei cittadini. La città deve gestire in modo intelligente le sue risorse, la mobilità, le attività economiche, l’urbanistica e l’amministrazione interna.

La città diventa Smart quando, grazie alla tecnologia, è in grado di interagire con ogni sua singola parte, dalla pubblica amministrazione al cittadino in modo da rendere più intelligente, efficiente e partecipativa la gestione delle proprie risorse, la mobilità, la pubblica amministrazione e le diverse attività economiche.
E’ come se la città da semplice luogo fisico diventasse un organismo vivente.

 

Londra e i suoi marciapiedi intelligenti

 

smart city e sharing economy Londra

 

A Londra è sta inaugurata la Bird Street, la prima strada al mondo che trasforma l’energia cinetica dei passi in energia elettrica. Attraverso il sistema di pavimenti flottanti della PaveGen, è stata rivestita una traversa di Oxford Street con piastrelle che generano energia grazie ai passi dei pedoni. Si calcola che ogni passo produce 5 watt. Addirittura è possibile guadagnare dai propri passi. Attraverso un’apposita App che calcola i nostri passi e l’energia prodotta il sistema premia i passanti con moneta virtuale che può essere utilizzata come premio lealtà o come donazione a progetti caritatevoli.

 

Barcellona esempio di smart city

 

smart city e sharing economy Barcellona

 

A Barcellona come a San Diego sono stati installati lampioni intelligenti. I lampioni si illuminano al passare di persone o vetture. Con questo sistema Barcellona ha risparmiato 30 milioni di euro sulla bolletta della città. Ciascun lampione inoltre è diventato anche nodo di rete wireless ed è un grado di raccogliere informazioni sull’inquinamento dell’aria.

Sempre a nella capitale catalana è stato affrontato il problema della gestione delle risorse idriche creando sistema urbano di controllo delle acque. Grazie a una rete di sensori installati nel terreno sono in grado di quantificare il  grado di umidità del suolo e quanta pioggia cade e attraverso a un modelli predittivo hanno reso più efficiente il sistema di irrigazione. Nel 2016 il risparmio è stato di 500.000 euro nel 2016.

A Barcellona, altro tasto importante è il movimento maker. Sono presenti numerosi fab lab, maker spaces, coworking, tutti messi in rete. La città ha inoltre messo a disposizione 4 strutture pubbliche che si occupano di formazione nelle nuove competenze da utilizzare nel manifatturiero digitale: 3D printing, programmazione, …

 

L’efficienza energetica di Tokyo

 

smart city e sharing economy Tokyo

 

Tokyo, nella prefettura di Kanagawa, a sud ovest della città 3.000 persone vivono in abitazioni dotate di pannelli fotovoltaici, sistemi di accumulo dell’energia, domotica per il controllo dei consumi e la gestione intelligente dell’energia, illuminazione al LED e involucri edilizi altamente coibentati e ad alte prestazioni. Al centro della prefettura c’è la cabina di controllo che monitora il funzionamento dei servizi, la vigilanza, fornisce informazioni sulla mobilità,sulla disponibilità energetica, la salute e la socialità. I cittadini a loro volta possono con la centrale indicando problematiche, disservizi o guasti.

 

Copenaghen la città a zero emissioni

 

smart city e sharing economy Copenaghen

 

Copenaghen è diventata la prima città al mondo ad emissioni zero. Gode di diversi primati a livello mondiale dovuti a una politica lungimirante diretti a creare una smart city. Con un sistema di sensori posizionati sui bidoni della spazzatura e nella rete fognaria hanno creato una gestione efficiente dei rifiuti e una riduzione dei tempi di spostamento. Il 90% dei rifiuti è riutilizzato, di cui il 58% nel riciclo e il 40% per alimentare le centrali energetiche.

Negli ultimi anni ha modernizzato il sistema fognario migliorando la qualità dell’acqua e utilizzando in modo intelligente quella piovana.

Ha ulteriormente migliorato la sua viabilità grazie a un miglior impiego dei mezzi pubblici e del bike sharing. Ha una metropolitana completamente automatizzata, senza macchinisti, in grado di viaggiare 24/24 h e per 365 giorni l’anno. Il bike sharing comunale gode di una flotta di 600 biciclette a pedalata assistita, con display che funge navigatore, disposte in oltre 50 stalli in tutto il territorio comunale.

Il problema legato ai parcheggi è stato risolto con park sharing e appositi parcheggi sotterranei dislocati in diverse aree della città.

 

Gli esempi italiani

 

smart city e sharing economy Emilia Romagna

 

In Emilia Romagna è stato ideato un sistema di raccolta rifiuti intelligente. Ogni singolo passaggio della raccolta è stato reso intelligente. Cassonetti, mezzi di raccolta e impianti di smistamento sono stati resi intelligenti.

I cassonetti sono dotati di un’applicazione con tessera che permette di identificare l’utente che conferisce il rifiuto indifferenziato. In tal modo è possibile identificare ciascun utente con i rifiuti che produce, in tal modo ciascun cittadino pagherà solo per il rifiuto che getta. In tal modo il cittadino è incentivato a utilizzare la raccolta differenziata e a ridurre l’indifferenziata.

Sono smart anche i mezzi dediti alla raccolta. Ciascun mezzo, infatti, è dotato di appositi computer sui quali l’operatore riceve l’ordine di smaltimento che deve eseguire.

E’ stata creata un’apposita app il “Rifiutologo” che consente da un lato al cittadino di ricevere tutte le informazioni necessarie per la corretta destinazione del rifiuto e dall’altra di richiedere servizi o segnalare situazioni di disagio ambientale.

Gli impianti di smaltimento sono dotati di particolari sensori ottici in grado si selezionare in modo preciso i materiali.

 

Milano la regina delle smart in Italia

 

smart city e sharing economy MIlano

 

Milano negli ultimi anni si è impegnata parecchio per diventare smart. Sono infatti attivi diversi progetti. Grazie a un accordo col principale fornitore di energia della città, Milano, come Barcellona, si doterà nei prossimi anni di lampioni intelligenti, dotati di una connessione velocissima, in grado quindi fornire informazioni sulla qualità dell’aria, traffico e segnalare i parcheggi liberi.

Dal lato della viabilità abbiamo già visto che Milano gode di uno dei migliori sistemi di bike sharing in Europa ma che vuole implementare con l’ingresso di privati. Milano inoltre sta implementando da alcuni anni il sistema di car sharing.

Altro fiore all’occhiello della città è il fascicolo digitale che è in sostanza un luogo virtuale dove può trovare ccertificati, documenti e comunicazioni che il comune gli fa arrivare.

 

La Sharing economy che ruolo ha in quest’evoluzione?

 

Come abbiamo potuto vedere nel corso degli esempi illustrati fin qui, la Smart city ha bisogno di:

– un sistema di scambio intelligente delle informazioni attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) e l’Internet delle cose (IoT)
– un sistema di raccolta intelligente delle informazioni attraverso i Big Data
– la capacità di elaborare le informazioni raccolte e renderle utile ai propri scopi
– una modalità di utilizzo intelligente delle risorse e dei servizi della città.

Con la Smart city si prospetta al cittadino la possibilità di vivere la città in modo intelligente, utilizzarne i servizi e le risorse in modo intelligente ed essere parte attiva di questo processo . Per questo motivo nascono sempre più in modo spontaneo servizi di Sharing economy. Al crescere della tecnologia nella città cambiano i modi di vivere dei cittadini.

 

Mobilità e gestione degli spazi

 

Ad esempio nascono  park sharing. Londra ha adottato da tempo sistemi park sharing che permettono risparmi in termini di tempo e di denaro.

La mobilità per una città in crescita è sempre un annoso problema, per motivi legati all’inquinamento, alla qualità dell’aria, alla qualità della vita e l’efficienza negli spostamenti. Sempre più assistiamo alla nascita del bike sharing e del car sharing. Entrambi i servizi oltre a ridurre le emissioni e il traffico rispondono a esigenze diverse. Il bike sharing risolve quello che è l’ultimo spostamento. Ad esempio dalla stazione del metrò all’ufficio. Il car sharing è rivolto su tratte più lunghe.

Il co-working è un altro esempio di sharing economy. In questo caso a essere condiviso fra differenti professionisti è il luogo di lavoro.  Spesso gli affitti nelle metropoli sono alti e così col co-working  si possono abbattere le spese. Ma il co-working non è solo un modo per risparmiare e soprattutto la possibilità di condividere uno spazio con altri professionisti condividendo esperienze, knowledge, progetti e generare nuove idee.

Cambia il modo di concepire e vivere gli edifici. Col co-housing i futuri inquilini hanno modo di conoscersi prima dell’acquisto e insieme progettano il loro futuro palazzo, decidono come gestire gli spazi comuni e creare servizi condivisi come il micro nido. Danno vita a una vera comunità.

Smart city e Sharing economy  fra pubblico e privato

 

La Smart city rientra in una visione pubblica della città. E’ la politica a farsi carico della trasformazione delle città. Tutti gli esempi precedenti ci mostrano come le Smart city nascano per volontà di chi le governa. La stessa politica europea si interessa al tema dettando direttive e distribuendo incentivi.

Le iniziative di Sharing economy provengono, invece, per la maggior parte da soggetti privati anche se non mancano esempi di iniziativa pubblica come nel caso del bike sharing.

Tendenzialmente la sharing economy esisterebbe anche senza la volontà di rendere smart le città. La maggior parte dei progetti di sharing economy nascono nelle metropoli proprio perché rispondono a esigenze diverse dei cittadini.  La sharing economy in questo senso rappresenta una spinta dal basso nella nascita delle Smart city.

A oggi assistiamo a un interessante commistione fra privato e pubblico nella creazione delle città del futuro, tanto che viene impossibile scindere la sharing economy dalle smart city. E’ pressoché impossibile parlare di Smart city senza che esistano servizi di sharing. Considerando l’evoluzione del mondo e della tecnologia questa naturale unione di intenti è senz’altro uno degli elementi positivi di ciò che ci riserveranno le città del futuro.

 

 

 

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