I 7 no a AIRBNB !

Airbnb non ha avuto subito successo. 7 No a Airbnb son stati dati dagli investitori nel 2008. La storia di Airbnb è quella di tre ragazzi che han creduto in un progetto e avuto la forza di realizzarlo.

7 no a Airbnb. Sembrerebbe il titolo di un film ma non è così. Sette è da sempre un numero particolare, pieno di significati.  7 erano le meraviglie del mondo, 7 erano i re di Roma e 7 sono i giorni della settimana. Platone definiva il 7 anima mundi. Il 7 è presente anche nella storia di Airbnb. Una delle maggiori storie di successo degli ultimi anni è passato per 7 no.

 

2007

 

la storia di Airbnb

 

Amol Surve è un giovane designer trentenne laureatosi all’Arizona State University. Siamo nell’ottobre 2007 e Amol si sta organizzando per partecipare alla Design Conference di San Francisco.
Brian Chesky e Joe Gebbia sono due amici ex-compagni di studi. Finita la Rhode island school of design, si trasferiscono a San Francisco dove condividono un loft. Come spesso capita a due giovani squattrinati, si trovano in difficoltà l’affitto. Così i due ragazzi decidono di utilizzare lo spazio a disposizione per affittare posti letto per chi cerca una sistemazione temporanea. Comprano tre materassini ad aria e ai loro ospiti offrono la colazione il giorno dopo. Creano un semplicissimo sito internet per pubblicizzare la loro iniziativa e lo chiamano Airbedandbreakfast.com. Insomma un bed and breakfast spartano con i materassi ad aria.

 

Airbed and breakfast

 

Per partecipare alla conferenza Amol deve spendere $ 1000. Il biglietto è davvero caro, però per Amol è importante partecipare a un simile evento. Così una volta preso il biglietto la prossima spesa è quella dell’albergo. Considerando quel che è rimasto del suo budget di spesa, Amol cerca invano una sistemazione per i giorni della conferenza. Ma nulla. Tutto pieno a causa della conferenza. Le uniche stanze disponibili costano più di $ 300. Così mentre naviga sul web si imbatte per puro caso nel sito Airbedandbreakfast.com. Incuriosito dal logo entra nel sito, vede che ci sono dei posti letto disponibili, il costo è di appena $ 80  per pernottamento e colazione. Decide, così,  di prenotare.
Nella situazione di Amol ci sono altre due persone tra cui una donna di 38 anni.

 

L’idea

 

Quando Brian Chesky e Joe Gebbia creano Airbedandbreakfast.com pensano che i clienti siano ragazzi come loro e come Amol. Ragazzi giovani per lo più studenti. Ma quando vedono che c’è anche una persona fuori dal loro cliente tipo, si accende una lampadina. Capiscono che c’è un qualcosa su cui lavorare. Vorrebbero estendere la loro esperienza di host ad altre persone che hanno dello spazio a disposizione in casa. Chiamano il loro vecchio compagno di stanza, l’informatico Nathan Blecharczyk, per sviluppare il progetto.
Così, senza troppi programmi, decidono di testare la loro idea in occasione di un altro evento in un altra città.

 

 

2008

 

la storia di Airbnb

 

I tre ragazzi vanno ad Austin in Texas, durante il festival musicale e cinematografico SXSW – South by Southwest. Attraverso blog locali e social media pubblicizzano la loro attività di servizi di alloggio. L’idea funziona però a causa di un disguido legato ai pagamenti si rendono conto che per sviluppare il loro business dovevano affinare il sistema di pagamento. Doveva avvenire con un sistema pagamento anticipato per le prenotazioni on-line. Un sistema simile a quello usato dalle catene alberghiere. Inoltre, aggiungono uno spazio recensioni in grado di guidare e aiutare gli ospiti nella scelta della camera o dell’alloggio.

 

26 Giugno 2008.

Finalmente per prenotare una stanza son sufficienti solo tre passaggi rendendo così il processo più semplice e immediato. I tre ragazzi riescono a ultimare la versione definitiva di Air Bed and Breakfast e così decidono di incontrare degli investitori. All’epoca, la società era valutata $ 1,5 milioni  e i tre ragazzi stavano cercando di raccoglierne il 10% quindi $ 150000.
Così il loro amico Michael Seibel, partner di Y Combinator, gli presenta 7 investitori.
5 di loro rispondono negativamente e 2 li ignorarono.

 

7 no a Airbnb

 

16/7/08.

Grazie per la presentazione, piacere di conoscerti. In effetti sembra interessante ma purtroppo non fa parte del nostra area di interesse. Ti auguro buona fortuna.

30/07/08.

Mi sono confrontato con il mio socio. Anzitutto non è uno dei nostri primi cinque mercati, quindi il nostro coinvolgimento nella tua proposta non è fattibile. Inoltre, non è un campo in cui stiamo investendo. Coinvolgerci non ti darebbe l’esperienza di cui ha bisogno la vostra azienda. Mi raccomando teneteci aggiornati, se arriverete ad un tipo di investimento di serie A . Per favore, fateci sapere e ci daremo un’occhiata.

1/8/08.

Ciao Brian, ci scusiamo per il ritardo con cui ti rispondo. Ne abbiamo discusso a livello corporate e sfortunatamente non riteniamo sia una buona opportunità per noi. Il mercato potenziale non sarebbe abbastanza vasto per i nostri standard.

2/9/08.

Brian, non sono stato reperibile al telefono oggi ed, inoltre, sarò fuori città da Martedì. Ammiro i progressi che voi giovani state compiendo, ma tra ABB e altri miei progetti, in particolare investimenti che dovrò effettuare, non sono in grado di procedere al vostro caso .

28/10/08.

Brian, ieri abbiamo deciso di non procedere al prossimo step. Siamo sempre stati contrariati nella categoria dei viaggi. Certamente è uno dei migliori settori di negozi online, ma non troviamo ragioni per lanciarci in questo tipo di business.

Queste sono le mail di risposta a Brian Chesky che ha pubblicato su Medium.

Lo stesso Brian ha dichiarato che i 7 investitori erano persone molto intelligenti e che sicuramente se non hanno accettato è perchè i tre fondatori non hanno saputo sorprenderli in positivo.

 

Forse è giunto il momento di gettare la spugna….

 

Ai tre ragazzi sembra di essere arrivati al capolinea.  I tre decidono comunque di spingere la loro piattaforma a Denver durante la Convention dei democratici. Memori che gli eventi comportano un calo dei posti letto disponibili favorendo la loro piattaforma.

Barack Obama e John McCain cereal ?

 

 

L’azienda è a corto di liquidità e rischia di chiudere. Siamo sotto il periodo elettorale. I tre ragazzi non si scoraggiano e creano delle scatole di cereali con delle buffe caricature dei candidati Barack Obama e John McCain. In pochi mesi vendono 800 scatole al prezzo di $ 40 cadauna raccogliendo così i $ 30000 per avviare l’impresa.
Malgrado gli sforzi l’impresa non decolla. Fino ad ora l’attività ha avuto successo solo durante eventi particolari. Ma senza eventi nel quarto trimestre le entrate restano ferme a $ 200 settimanali.

 

2009

 

 

Tuttavia il progetto dei tre ragazzi ha attirato l’interesse di Paul Graham. Nel Gennaio 2009 li invita a entrare a far parte del programma di incubatore di start-up Y-Combinator a Mountain View, in California dove è partner il loro amico Michael Seibel.

Paul Graham è un informatico che nel 1996 ha creato l’application service provider per la realizzazione di internet store, Viaweb. Nel 1998 vende a Yahoo, in cambio di 455000 azioni che all’epoca valevano $ 49,6 milioni, dando vita a Yahoo store. Nell’ambiente è considerato uno dei massimi esperti del linguaggio di programmazione Lisp su cui ha scritto diversi saggi.

Nel 2005 ha creato Y-Combinator col quale ha finanziato diversi progetti e aiutato diverse start-up. Nel 2008 è stato incluso da BusinessWeek nel The 25 Most Influential People on the Web.

Paul Graham ha tutta l’esperienza necessaria per aiutare i tre ragazzi nel loro business.

 

New York

 

 

Così nei primi tre mesi i ragazzi si mettono sotto e svolgono un lavoro molto intenso. Individuano criticità del loro servizio e sviluppano le migliorie necessarie.
I tre decidono di non focalizzarsi solo più sugli eventi ma rivolgono la loro attenzione ai luoghi dove c’è turismo, così volano per New York. Qui incontrano i loro host e gli ospiti. Dialogano con loro e capiscono alcuni aspetti del loro business che prima non conoscevano. Scattano foto più professionali e accattivanti degli spazi offerti e aiutano gli host nella stesura degli annunci. Quest’esperienza risulterà cruciale per lo sviluppo dell’azienda.
Il lavoro svolto inizia a produrre i suoi frutti,  al ritorno da New York possono contare su 10.000 utenti e 2.500 host. I ricavi passano a $ 400 a settimana. La piattaforma inizia a non dipendere più da eventi speciali.

A Marzo del 2009 il nome Airbed and breakfast si accorcia e diventa Airbnb. Ad Aprile 2009 ricevono $ 600.000 dal fondo Sequoia Capital.

Negli anni a venire saranno numerosi gli investimenti che Airbnb riceverà e di importi sempre maggiori.

 

2018

 

Nel 2017 Airbnb ha raggiunto un  fatturato di $ 2,57 miliardi. Ha sfiorato il pareggio di bilancio, con una perdita di solo $ 75 milioni. Da un anno, ha lanciato un nuovo servizio chiamato Experience dove non si affittano solamente alloggi, ma vengono proposte autentiche esperienze.

Oggi Airbnb è valutata $ 31 miliardi e prevede  nel 2019 di quotarsi in borsa.[fonte Askanew]

Ah… che fine ha fatto Amol Surve, il primo cliente di Airbnb? Ha un lavoro, è felice ed è gran amico di Brian Chesky.

 

 

 

 

 

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